venerdì 25 maggio 2012

Ego e devozione.

Dal nostro corrispondente Oscar Salvador

Secondo l’induismo, due requisiti fondamentali per raggiungere l’Illuminazione sono la devozione (bhakti) e la conoscenza (jnana).
Esse rappresentano infatti due ali egualmente importanti per permettere all’anima di volare.
Personalmente però, sono dell’idea che la devozione abbia in realtà una leggera predominanza, se non altro perché se è possibile raggiungere Dio con poca conoscenza e tanta devozione, lo stesso non si può dire nel caso contrario, cioè con tanta conoscenza e poca devozione.
Una breve parabola indiana, sembra in qualche modo darmi ragione...
Un giorno Narada (un mitologico devoto di Vishnu) chiese al signore Vishnu quale fosse la differenza tra uno yogi, seguace della conoscenza, e un bhakta, un devoto di Dio.
Vishnu allora gli disse di seguirlo sulla terra.
Dopo un po’ che camminavano, nei pressi di una città, incontrarono uno yogi che pendeva a testa giù dal ramo di un albero.
Vedendoli lo yogi chiese a Vishnu: «quante nascite dovrò ancora aspettare prima di essere libero dal ciclo di nascita e morte? Le mie austerità sono così dure che dovrò realizzare molto presto».
Vishnu gli rispose: «mi spiace, ma nonostante questo dovrai aspettare ancora due rinascite».
Sentite queste parole, lo yogi scese dall’albero e disse: «allora non c’è motivo che io continui con le mie pratiche.» e abbandonò la vita ascetica.

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