lunedì 28 maggio 2012

La cura per il cancro? Nel bicarbonato. La tesi del Dr. Pagel

Io e la mia Associazione ne parliamo da anni, vedi anche Ascorbato di Potassio, ecc.
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La cura per il cancro? Nel bicarbonato. La tesi del Dr. Pagel

Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center ha ricevuto una sovvenzione dal National Institutes of Health per studiare l'efficacia del bicarbonato nella cura dei tumori. Si, perché la sua teoria è che "il cancro è un fungo, va combattuto con antimicotici naturali", categoria nel quale rientra proprio il comune bicarbonato di sodio.

Nel comunicato ufficiale si legge: "Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull'efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E' stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa."
Si tratta di una linea di pensiero discutibile, eppure riconosciuta in una parte di letteratura medica e condivisa da altri specialisti, anche italiani. Nel nostro Paese ci aveva pensato già l'oncologo Tullio Simoncini a somministrare bicarbonato di sodio ai malati di tumore. Uno dei suoi pazienti, però, morì, e il medico fu prima condannato per omicidio colposo e poi radiato dall'albo dei medici. Ricevette anche una sanzione pari a 50.000 euro dall'AGCM per pubblicità ingannevole e pratica commerciale scorretta, nonché il divieto di proseguire a pubblicizzare la sua attività tramite qualsiasi mezzo.
In realtà, il bicarbonato di sodio è già utilizzato per la cura di lievi malattie come l'influenza e il raffreddore; se assunto per via orale e transdermica, ecco che potrebbe diventare una cura per il trattamento del cancro, nonché delle malattie renali e del diabete.
Se la scienza dovesse accogliere positivamente quelle che per ora sono solo teorie, le case farmaceutiche ne risentirebbero non poco: basti pensare che le pillole chemioterapiche hanno un costo che può arrivare anche a 7 mila euro, un prezzo certamente esorbitante. Speculazione sulla salute umana, certo, soprattutto considerato che il sistema sanitario nazionale non ha mai dato grande riconoscimento ai farmaci generici: anche l'Antitrust, qualche anno fa, mise in luce questo aspetto, cercando di incentivare in Italia la vendita di più farmaci generici a basso costo rispetto a quelli ad altissimo costo (anche 4-5 volte maggiore).

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