domenica 27 maggio 2012

L’Inghilterra frena sul fracking

Friday, May 25, 2012

L’Inghilterra frena sul fracking

In questi giorni un sacco di email sul terremoto in Emilia, e se possano esserci collegamenti con le trivellazioni. Purtroppo sono stata in viaggio, e non ho avuto tempo di leggere, indagare la questione a fondo.

Ovviamente in Italia i siti governativi sono fatti apposta per confondere le idee alle persone, e a tuttoggi non e’ chiaro se e dove si faccia fracking in Italia. Torneremo su questo tema, ma per adesso voglio solo dire che l’Italia e’ un paese sismico, per chi non lo sapesse, e che trivellare lo stivale per poche gocce di idrocarburi, fracking o non fracking, stoccaggio o non stoccaggio, metano o petrolio che siano, e’ semplicemente folle, almeno secondo me.

Veniamo allora al Regno Unito, dove il discorso fracking va in giro gia’ da molto tempo. I problemi ci sono già stati, fra cui, in maniera inequivocabile, che le trivelle del fracking hanno sicuramente causato terremoti a Blackpool Lancashire, UK, per opera della Cuadrilla Resources.

Hanno inziato a testare nel 2011, e progettavano di trivellare 400 pozzi inizialmente, fino ad un massimo di 800 se i pozzi erano fruttuosi.

Come sempre hanno sparato cifre su cifre – 200 trillioni di metri cubi di gas, 5600 posti di lavoro, nessun problema alle falde idriche, 30 o 50 anni di produzione, impatto visivo nullo. Hanno detto infatti che avrebbero mimetizzato per bene i loro pozzi nelle campagne inglesi!

Chissa’ trivelle che si confondono con alberi? Cosa, li dipingono di verde? Ci mettono le foglioline?

Ad ogni modo, queste cifre erano e sono da capogiro – 200 trillioni di metri cubi di gas e’ 10 volte tutto il gas che c’e’ nell’ intero Mare del Nord.

Ed ecco che arriva Madre Natura a ricordare a tutti chi e’ che veramente comanda: lei, con le sue logiche e i suoi ritmi. Infatti, il 1 Aprile e il 27 Maggio 2011 ci furono 2 terremoti – di grado 2.3 e 1.5 rispettivamente e a 500 metri dal pozzo del fracking della Cuadrilla Resources.

I geologi hanno concluso che il fracking ha attivato queste scosse e che possibili altri terremoti sarebbero potuti giungere al grado 3 Richter. L’area non era sismica prima del fracking.

In seguito ai terremoti del 2011, tutte le operazioni di fracking sono state fermate in Inghilterra per studiare il problema. Nell’Aprile del 2012 e’ stato diffuso un documento, parzialmente finanziato dall’industria del fracking, in cui si affermava che l fracking  poteva continuare a patto che venissero creati protocolli piu’ rigidi.

Si concludeva che i rischi del fracking erano gli stessi di ‘qualsiasi attivita’ mineraria’, che anche se si arriva a terremoti di grado 3, ci sarebbero stati ‘pochi’ danni strutturali e che al massimo la gente avrebbe ‘avvertito’ i terremoti e ci sarebbe stato un po’ di ‘allarme’.

Un po di allarme? Un po di danni strutturali? Ma cosa vuol dire? Perche’ uno dovrebbe accettare ‘un po’ di queste cose, per tutta la vita? Per cosa in cambio? E poi, ma che vuoi che dicano i petrolieri? Diranno sempre che e’ tutto lieve e delicato. Quelli venderebbero le loro madri pur di trivellare!

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