martedì 14 agosto 2012

Macrobiotica di Georges Ohsawa

Georges Ohsawa è il nome che Nyoiti Sakurazawa, giapponese nato a Kyoto nel 1893, ha scelto quando ha deciso di proporre alla cultura occidentale la propria esperienza personale di recupero di un sapere antichissimo, grazie al quale egli aveva raggiunto uno stato di salute e di energia invidiabili quando la medicina occidentale, a cui la sua famiglia aveva dato fiducia, aveva diagnosticato il suo caso come irrecuperabile. Egli ha viaggiato molto, fondando scuole e centri di macrobiotica nell’America settentrionale e in Europa, dove ha scelto la Francia come paese elettivo nel quale ha soggiornato più a lungo.

Ha scritto molti libri, la maggior parte in giapponese, poi anche in inglese e francese; non poche delle sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Il primo libro ad essere pubblicato in Europa è stato, presso l’editore francese J. Vrin nel 1931,  Le Pincipe Unique de la Science et de la Philosophie d’Extreme Orient; poi tradotto in Italiano con il titolo Introduzione alla scienza della macrobiotica  (Arcana Editrice).

Le opere a noi più accessibili sono in francese e sono state per la maggior parte pubblicate presso la Libreria Filosofica J. Vrin.

Citiamo i principali:

Le Livre des fleurs (1931)

Le Livre du Judo (1942)

La Philosophie de la Médecine de l’Extreme-Orient (1956)  poi tradotto in italiano con il titolo La macrobiotica e la sua filosofia (Arcana Editrice)

Jack et Mitie dans la jungle dite “Civilisation” (1958)

L’Ere atomique et la Philosophie d’Etreme-Orient (1962)

Le Cancer et la Philosophie de l’Extreme-Orient (1962)

Le Zen Macrobiotique (1966)   E’ stato il primo libro di Ohsawa tradotto in italiano con il titolo La dieta macrobiotica (Astrolabio Editore 1968)

L’Acupuncture et la Médecine de l’Extreme-Orient (1969)  Tradotto in italiano con il titolo L’agopuntura e la medicina macrobiotica (Arcana Editrice)

4.000 ans d’Histoire de la Chine (1969)

Le Livre de la vie Macrobiotique (1970)

 

Nelle sue opere Ohsawa verifica l’efficacia dei millenari principi della filosofia dell’estremo oriente come criteri validi ancora oggi per scoprire, in tutti i fenomeni della realtà per noi percepibile, la manifestazione del Principio Unico, che noi abbiamo individuato nell’Essere è di Parmenide. Principio unico che si esprime nella eterna dinamica dei principi opposti-complementari, che abbiamo fatto emergere nella provocatoria dialettica dei contrari di Eraclito. Così come, in Pitagora, abbiamo colto meglio che non in altri filosofi occidentali la compresenza delle due dimensioni, inconciliabili per la logica comune ma perfettamente coesistenti nella metalogica esoterica, dell’Uno-Due: compresenza che, nel Tre, recupera l’eterna realtà dell’Essere disvelatasi come l’infinita radice della Realtà che diviene.

Ciò che fa di Ohsawa una persona come noi e, per ciò stesso, ci permette di coglierne il potente stimolo ad una crescita personale, è la ricerca continua di una conciliazione di questa saggezza antica con gli sviluppi più recenti della scienza, tanto da recuperare in pieno l’affermazione esoterica secondo cui la verità è una sola e a questa convergono, su percorsi diversi, sia la filosofia che la religione e la scienza. In questo senso conferma la nostra certezza di sempre che la filosofia e la religione che temono lo sviluppo della ricerca scientifica sono completamente fuori strada e rivelano di essersi ridotte a difese di interessi costituiti, difese che il tempo progressivamente rende sempre più obsolete. In questi ultimi secoli, nella cultura occidentale, la scienza è stata l’area di ricerca che più efficacemente ha percorso la strada della indagine slegata dagli interessi precostituiti, progressivamente demolendo le incrostazioni che secolari ortodossie avevano sedimentato sia in campo cattolico che protestante. In realtà, anche nell’ambito scientifico si è manifestata l’umana tendenza alla cristallizzazione di livelli di verità precedentemente raggiunti che mal sopportano di essere rimessi in discussione, ma la scienza ha oggi raggiunto la “massa critica” per cui, nonostante gli interessi economici imperanti, essa può contare su una crescita che non conosce soste nè conquiste definitive.

In questo senso riteniamo che il modo migliore per cogliere l’importanza di Ohsawa come filosofo e ricercatore della verità sia quella di riportare tale e quale la sintesi dei criteri che devono ispirare la ricerca che ognuno di noi deve compiere; sintesi che egli ha ereditato da una saggezza antica per la quale sarebbe quanto meno discutibile tentare di individuare tempo e luogo di origine.

Questa sintesi si trova nei testi di Ohsawa e viene riportata da molti libri e riviste che parlano di macrobiotica e può essere utilmente suddivisa in tre “momenti”.

Sottolineiamo, ancora una volta, che da questa sintesi possiamo trarre tutti gli strumenti per ripensare la nostra vita e farla diventare una progressiva, esaltante crescita di consapevolezza.

 

 

- I principi dell’ordine dell’universo -

 

1-       Tutto cambia e ciò che inizia finisce.

2-       Non vi è dritto senza rovescio.

3-       Nulla è assolutamente identico a qualcos’altro.

4-       Quanto è più grande è il dritto, tanto più grande è il rovescio.

5-       Il mutamento non è altro che la differenziazione o l’integrazione dei due fattori antagonisti e complementari: yin e yang: la stabilità è un equilibrio dinamico.

6-       L’infinito-assoluto-eterno si polarizza in yin e yang.

7-       L’infinito-assoluto-eterno è il motore immobile di tutto ciò che cambia, della incessante trasformazione di yin in yang e di yang in yin: da ciò ne consegue che ogni cosa è una differenziazione dell’Infinito-Uno.

 

Ohsawa precisa: le sei prime leggi (da 1 a 6) sono leggi del mondo della relatività, mentre la settima è la legge dell’universo intero, ivi compreso questo mondo relativo che è solo un punto geometrico dell’universo-infinito-assoluto-eterno.

 

 

- Le dodici leggi del cambiamento del principio unico -

 

1-       L’infinito Uno comprende in sè yin e yang.

2-       Yin e yang esprimono in modo antagonista e complementare l’infinita forza dell’Uno.

3-       Yin manifesta la forza centrifuga; yang manifesta la forza centripeta. Yin e yang combinate in infinite proporzioni variabili producono l’energia e tutti i fenomeni.

4-       Yin attrae yang e yang attrae yin.

5-       Yin respinge yin e yang respinge yang.

6-       La forza di attrazione è proporzionale alla differenza tra le componenti yin e yang.

La forza di repulsione è inversamente proporzionale alla differenza tra le componenti yin e yang.

7-       Tutti i fenomeni sono effimeri perchè mutano costantemente le forze yin o yang che li costituiscono; yin e yang, infatti, sono in continuo divenire e, comunque, tendono a trasformarsi nel loro opposto.

8-       Niente è solamente yin o solamente yang. Ogni cosa è composta dall’insieme di queste forze il cui equilibrio dinamico è in continuo mutamento.

9-       Non esiste nulla che sia neutro. In qualsiasi realtà esiste sempre un predominio di yin o di yang.

10-   Il grande yin attrae il piccolo yin. Il grande yang attrae il piccolo yang.

11-   Lo yin estremo produce yang. Lo yang estremo produce yin.

12-   Tutti gli oggetti e le forme fisiche sono yang al centro e yin alla superficie.

 

- Esempi di distinzioni yin e yang sul piano concreto -

 

                                                                                                                                          

                                       Yin                                     Yang

 

                                               Forza centrifuga                                  Forza centripeta

 

Agricoltura                             Verdura                                               Cereali

Ambiente                               Vibrazioni...Aria...Acqua                      Terra

Aspetto                                   Più esteso, fragile                               Più compatto, duro

Atteggiamento                       Più gentile, negativo                            Più attivo e aggressivo, positivo

Attività                                   Più psicologica e mentale                    Più fisica e sociale

Biologia                                 Regno vegetale                                   Regno animale

                                             Predominanza caratteristiche vegetali  Predominanza caratteristiche animali

Catalizzatore                        Acqua                                                    Fuoco

Combustibile                        Gas, Benzina                                         Legna, Carbone

Colore                                   Violetto                                                  Rosso

Consistenza                          Molle                                                     Dura

Cottura dei cibi                      Microonde, Elettricità                            Gas, Legna

Densità                                  Diluita                                                   Concentrata

Dimensioni                            Spazio                                                   Tempo

Direzione                              Ascendente, verticale                            Discendente, orizzontale

Durata nel tempo                  Effimero                                                 Durevole, Stabile

Effetti climatici                      Clima tropicale                                      Clima freddo

Elementi                               K, O, P, Ca, N...                                    H, C, Na, As, Mg, Cl...

Forma                                  Allungata                                                Corta

Funzione                              Decomposizione                                    Organizzazione

                                             Diffusione                                               Fusione

                                             Dispersione                                            Assimilazione

                                             Separazione                                          Riunione

Influenza stagionale             Estate                                                    Inverno

Lavoro                                  Mentale                                                  Fisico

Luminosità                           Più oscura, Buio                                     Più brillante, Luce

Movimento                           Lento, scarsamente attivo                      Veloce, molto attivo

Nervi                                    Maggiormente periferici                          Maggiormente centrali

                                             Ortosimpatico                                         Parasimpatico

Particella atomica                Elettrone                                                 Protone

Pentole                                Alluminio                                                 Acciaio

Peso                                    Leggero                                                   Pesante

Posizione                             Esterna e periferica                                Interna e centrale

Regione d’origine                 Tropicale                                                Fredda

Sapore                                 Piccante, Acido, Dolce                             Salato, Amaro

Sesso                                   Femminile                                              Maschile

Stagioni                                Inverno                                                   Estate

Struttura                                Spazio                                                   Tempo

Struttura degli organi            Maggiormente cavi ed estesi                Maggiormente pieni e compatti

Taglia                                   Grande                                                   Piccola

Temperatura                         Più fredda                                             Più calda

Tendenza                             Espansione                                           Contrazione

Umidità                                 Più umida                                              Più secca

Vibrazione                           Onde corte, Alta frequenza                    Onde lunghe, Bassa frequenza

Vitamine                               C                                                            K, D

 

 

 

- Note conclusive -

 

Gli esempi concreti su citati vanno comunque sempre interpretati in chiave dialettica.

 

Per esempio, il gas è un combustibile yin rispetto alla legna ma, come fonte di calore disponibile nelle nostre cucine, è pur sempre molto meno yin  (quindi più yang) rispetto alle microonde o alla elettricità.

 

Consideriamo il neonato e il vecchio:

- Dal punto di vista dello sviluppo fisico e spaziale, il neonato è yang (dimensioni ridotte ed energia vitale concentrata); il vecchio è yin (dimensioni fisiche estese ed energia vitale ormai già realizzata)

- Dal punto di vista mentale e della consapevolezza il neonato è yin (il nucleo di coscienza è aperto, pronto a nuove esperienze che innescheranno un processo di crescita); il vecchio è yang (nucleo di coscienza ormai strutturato e consolidato tanto che, alla morte, sarà il seme da cui si svilupperà un nuovo germoglio di coscienza che rappresenterà l’inizio di un processo di ulteriore crescita)

 

L’effetto del tempo

L’energia del tempo si inserisce nei processi in atto potenziandoli.

Il formaggio, ad esempio, è un prodotto yang che con il tempo diventa più stagionato, e quindi si yanghizza ulteriormente.

Il mosto, ad esempio, con il tempo sviluppa la fermentazione, che è un processo di yinizzazione, per cui diventa vino e, sempre con il tempo, spinge ulteriormente il processo di yinizzazione diventando aceto. Se invece l’energia del tempo viene applicata al vino imbottigliato, cioè posto in una situazione yang perchè si inibisce l’azione dell’ossigeno che ha azione yinizzante, il vino diventa più yang, acquistando le caratteristiche organolettiche del vino invecchiato.

 

L’effetto della frutta

La frutta è yin ma i suoi effetti saranno diversi in un bambino e in un vecchio.

In un bambino l’effetto yinizzante della frutta si inserirà potenziando e favorendo il naturale processo di crescita del corpo, se mangiata in quantità corretta. In un vecchio l’effetto yinizzante della stessa quantità di frutta in rapporto al peso corporeo andrà ad inserirsi, con la sua forza di espansione, in un processo di disaggregazione e dissoluzione che ha già raggiunto un livello molto alto per cui accelererà i processi di deterioramento fisico. Sempre nel caso del vecchio, una moderata quantità di frutta potrà, invece, essere preziosa in casi particolari, per esempio dopo una giornata di lavoro sotto il sole estivo. In condizioni normali la persona anziana trarrà maggiore giovamento da una componente yin più dolce e moderata come la verdura che, durante la stagione fredda, dovrà essere sempre ancora yanghizzata con la cottura.

 

Così, un eccesso di yin, nel bambino, porterà alla passività e alla dipendenza.

Esempio concreto: Troppa condiscendenza nei confronti delle richieste del bambino porterà allo sviluppo di una personalità viziata ed esigente fino allo sviluppo di un comportamento aggressivo, ma questa aggressività non avrà le caratteristiche dello yang (l’aggressività che nasce dalle privazioni e dall’ira accumulata) ma sarà la tipica aggressività della persona viziata che non ha mai dovuto affrontare difficoltà vere e che, al primo scontro con una autorità forte, si piegherà senza avere la forza di reagire in modo efficace.

Difficoltà e privazioni (che sono fattori yin) se contenuti in un limite corretto, che va valutato caso per caso nei singoli individui, sviluppano invece nel bambino un carattere yang, più volitivo e tenace; se invece superano la soglia che il singolo può sopportare portano, all’opposto, alla formazione di una personalità sfiduciata, debole e remissiva.

Nel caso di una persona anziana le difficoltà e le privazioni, se si supera la soglia sopportabile dal soggetto, vanno ad appesantire l’effetto fisico yin dell’invecchiamento, per cui può venire meno la voglia di vivere. Questa prospettiva, che nella nostra cultura viene normalmente vista in termini negativi, si capovolge in termini dialettici grazie alla visione filosofico-religiosa su cui la macrobiotica si fonda, dal momento che la morte è contemporaneamente fine di un processo di apprendimento e inizio di un nuovo ciclo, che avrà come base di partenza i risultati raggiunti nella vita che si conclude.

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